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Fabio D'Anna

Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.
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Vessazioni quotidiane

  • Un giorno di ordinaria burocrazia

    Un giorno di ordinaria burocrazia

    Come rendere difficile ciò che è semplice con l'inutile

    di Fabio D'Anna
    Dovendo chiedere una autorizzazione per occupazione di suolo pubblico ci siamo recati, come sembrava logico, presso l'assessorato alle attività produttive, via Ugo La Malfa. Ci accoglie un commesso che gentilmente ci dice che abbiamo sbagliato indirizzo, dobbiamo recarci al URP di via Monti Iblei in quanto ormai qualunque richiesta di informazione è concentrata in unico sportello e si premura a darci un bigliettino con l'indirizzo:

    U.R.P. ORARIO DI RICEVIMENTO
    VIA MONTE S. CALOGERO C/O VI
    CIRCOSCRIZIONE
    LUNEDI' ore 9.00-13.00
    MERCOLEDI' ore 15.00-17.30
    VENERDI' ore 9.00-13.00

    Quindi il giorno assegnato mi sono recato all'URP per scoprire sul posto che quell'uffico è indicato come SUAP, non c'é differenza e solo per confonderti le idee.
    Sperando di aver azzeccato il turno giusto, non avendo a disposizione che le indicazioni degli altri utenti, ho scritto il mio nome in una lista stile ufficio di collocamento dell'ottocento. Sono arrivato solo 15 minuti dopo l'apertura ma ho dovuto aspettare una trentina di persone, infatti lo sportello serve a rispondere a tutte le informazioni richieste dal cittadino, quindi eravamo tutti li, ognuno con le più disparate problematiche da dover affrontare e ogni volta che vedevi entrare qualcuno pregavi affinché non si trattasse di una di quelle problematiche complicate da risolvere che prendeno troppo tempo.
    Intanto un estracomunitario, cercava di capire se quello era lo sportello che stava cercando, l'italiano non era dei migliori e probabilmente le indicazioni che fino a quel momento aveva ricevuto non erano del tutto esaustive dato che il poverino aveva già fatto 4 turni altrove prima di capitare in quel posto, inizialmente un impiegato un po scocciato di dover parlare con un uomo che non riusciva a capirlo lo stava inviando indietro ad uno degli sportelli a cui era già stato, poi mosso a compassione lo ha accompagnato, credo per risolvere definitivamente il problema.

    Dopo aver aspettato, venne il mio turno di entrare in un uffcio con due scrivanie molto vicine, per cui riuscivo a sentire anche le richieste dello sventurato cittadino a fianco ed immagino lui le mie.Tuttavia le informazioni da richiedere erano generiche, poco personali,  quindi mi dissi: poco importa.
    Il dipendente comunale è stato parecchio gentile e mi ha spiegato nei dettagli cosa dovevo fare:
    - prima di tutto ha tenuto a precisare che loro rilasciano solo informazioni e che non avrebbero accettato richieste;
    - la richiesta si può fare solo mediante PEC (Posta Eletronica Certificata), nessun metodo alternativo è previsto;
    - bisogna fare attenzione ad eseguire la domanda in modo corretto, se ad esempio si richiede l'autorizzazione per un luogo che non è comunale, la domanda viene rigettata e i soldi versati contestualmente alla richiesta li trattengono, ovvero un versamento di 12 Euro e 16 Euro di Marca da bollo.
    - Si è promurato anche di chiamare un impiegato dell'assesorato apposito per chiedere se il luogo dove intendevamo fare il banchetto fosse comunale, non lo sapevano neanche li, poco male era l'unica cosa che sapevo già io.
    Aveto tutte le informazioni quindi ho cominciato a preparare il necessario: richiesta ed apertura della posta elettronica certificata, versamento alla posta, acquisto marca da bollo, stampa e firma di tutti i documenti necessari, scansione digitale di tutto e predisposizione per l'invio tramite posta elettronica certificata, un ultimo controllo, un sospiro e via premo invio, posta inviata e notifica del destinatario ricevuta.
    Però! La tecnologia mi ha evitato di recarmi un'altra volta presso uno sportello, aspettare un turno, ecc, ecc ... ho faticato un poco, un po di paura di sbagliare ma avrò avuto anche dei vantaggi. Benvenuto progresso tecnologico anche nel mio comune, a quel punto mi aspettavo di ricevere la risposta ovvero l'autorizzazione tramite PEC....
    Due giorni prima dell'evento mi chiama un'impiegata comunale e mi dice che devo pagare due euro di TOSAP e un euro di TARSU, o mediante un unico bonifico bancario o mediante due distinti bollettini postali. Perché il bonifico bancario può essere unico ed onnicomprensivo e i bollettini no, resterà sempre un mistero ma la raccomandazione a non sbagliare è stata molto perentoria. Con le ricevute di pagamento ci si reca poi all'assessorato dove finalmente ti rilasciano l'autorizzazione cartacea, altro che PEC.
    Anche li troviamo impiegati molto cordiali, uno ci stampa l'autorizzazione, timbri e firme e dulcis in fundo ci dice: recatevi allo sportello in fondo e pagate trenta centesimi per i diritti di segreteria.
    Cosa? Stentavo a crederci. Ho pagato tre diversi bollettini postali, pagando per ognuno di essi 1,3 Euro che vengono pagate per il solo servizio postale, in particolare ho pagato più per i bollettini che di TOSAP e TARSU insieme e adesso scopro che per il ritiro devo pagare sul posto i diritti di segreteria comunale.
    Se esiste dunque una cassa, autorizzata a trattenere dei soldi, per quale dannatissimo motivo non mi fate pagare allo stesso tempo anche il resto? Sarà mai possibile che questi burocrati non riescono ad elaborare un protocollo in funzione delle esigenze del cittadino? È logico pensare che il costo dei bollettini postali e il tempo perso per pagarli sia solo dovuto all'inefficenza dell'organizzazione comunale? È assurdo ma comincio a pensare che esistono persone pagate apposta con le nostre tasse per complicarci la vita!

    Utente: DANNA

    Pubblico
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    del 08/08/2014

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